È da qualche settimana che passo molto tempo su Reddit, in realtà lo sto sostituendo ad instagram perché i contenuti con i quali mi interfaccio su reddit sono molto più interessanti. Per esempio, nel thread r/graphicdesign, ho trovato un post che mi ha fatto pensare.

Un utente privo di computer potente abbastanza per creare delle grafiche, chiedeva su cosa potesse lavorare per imparare il mestiere di graphic designer senza dover utilizzare un computer. Per un momento ero confuso, ho pensato: «Si, magari adesso gli dico di comprarsi i letraset e un telaio serigrafico» . Poi mi sono ricordato di questi device fatti di carta che profumano di inchiostro asciutto, i libri.

Cosa può imparare un graphic designer in erba se non può usare un computer?

Semplice, può imparare a pensare. Nel mio percorso ho letto diversi libri di teorie di design che non mi hanno insegnato nulla di tecnico, ma mi hanno lasciato una conoscenza etica, storica e culturale riguardo il mondo del design.

Chi siamo quando apriamo Photoshop? Perché scontorniamo? Che impatto ha la grafica nella società? Perché caspita tutti usano Futura Bold? Ecco queste erano solo alcune delle domande alle quali ho trovato risposta leggendo dei buon vecchi libri (che poi tanto vecchi non sono). Quindi oggi voglio presentarvi la stessa selezione di libri che ho consigliato su reddit, visto che mi sono stati veramente d’aiuto. La maggior parte sono inglese, quindi mi scuso in anticipo, però vale la pena fare uno sforzo per questi titoli.

1. Are We human? Di Batriz Colomina and Mark Wigley

Colomina e Wigley creano quello che viene definito da loro stessi «L’archeologia del design» , ovvero come e da quanto sono connessi gli esseri umani e il design. Analizzando l’esistenza umana degli ultimi 200mila anni gli autori ci fanno capire come il design, incluso il graphic design, è diventato il mezzo principale della società per fare e farsi delle domande, creando un continuo processo di redesign dell’umanità.

Questo libro spiega quanto sia importante il design per gli esseri umani, ma soprattuto quanto sia una sorta di istinto di sopravvivenza che li spinge a migliorarsi.

2. Il Medium è il Massaggio di McLuhan e Fiore

No, non ho scritto male, si chiama proprio il Medium è il Massaggio; ovviamente s’intende il messaggio, l’errore nel titolo è solo una battuta degli autori. Questo simpatico libro con poche parole e tante immagini scritto nel 1967 ci spiega come i media mainstream sono delle estensioni dei nostri sensi.

Il modo in cui i media vengono utilizzati diventano il messaggio stesso che si vuole trasmettere, il quale è in grado di cambiare il modo in cui la gente vede il mondo. A volte l’essenza di ciò che produciamo può essere espressa al meglio semplicemente scegliendo il media giusto, ma bisogna usare questa abilità con cautela visto che può influenza il pubblico molto facilmente.

3. L’arte come mestiere di Bruno Munari

Munari è uno dei capisaldi della mia formazione da designer, ho persino un suo disegno tatuato. E proprio quel disegno proviene da questo libro.

Bruno Munari spiega le diverse facce del designer, e cerca di toglierlo dal piedistallo artistico per dargli un’importanza vitale a livello funzionale nella società. Ed ecco che Munari parla di quasi ogni campo del design prima ancora che esistessero, dalla disposizione tipografica, al fatto che qualsiasi designer abbia creato una sedia, al problema che gli si presenta quando i suoi amici gli chiedono dei consigli per i regali di natale.

È un libro di diversi decenni fa, ma è molto attuale e da importanza al nostro lavoro. Uno dei miei passaggi preferiti è quando viene descritta la natura come se fosse un designer, difficile da contraddire come ipotesi se consideriamo quando sia bello il “packaging” naturale delle arance.

4. Advertising for people that don’t like advertising di Kesselskramer

Un bel libro che lancia un dito medio al mondo della pubblicità ci vuole sempre, no? E allora si, ecco che arriva questo libro di Kesselskramer, famoso studio grafico e pubblicitario fondato in Olanda in una chiesa sconsacrata.

Questo libro è un piccolo manifesto per chi vuole rendere il mondo della comunicazione più umano e inclusivo, e contiene diverse idee e testimonianze dei membri dello studio. Il libro stesso non da una soluzione definitiva al problema della fredda e capitalista pubblicità, perché anche gli autori stessi dicono che è una cosa che a volte riesce e a volte no, però è sicuramente una fiamma che può innescare un flusso di coscienza in ognuno di noi.

Ah, ve l’ho già detto che la loro prima sede era in una chiesa sconsacrata? Fighissimo.

5. No Logo

Pensavate che vi risparmiavo il mattone super complicato? Certo che no!

Una complicata analisi sul branding scritta nel 2000 ci apre la mente verso la globalizzazione e il capitalismo. Una delle idee di base è che il capitalismo ha cambiato il focus dalla produzione al branding, quindi non importa come sono i prodotti, importa solo come sono presentati, come parlano e cosa pensano. 22 anni dopo ci ritroviamo con dei marchi che stanno rovinando il mondo ma mettono una bandiera arcobaleno durante il pride month, per poi al 32esimo giorno toglierla e continuare con la distruzione.

Questo libro richiede tempo, io stesso rileggo delle parti ogni tanto, però mi è stato d’aiuto a capire come i brand cercano di avvicinarsi ad ideali che essi stessi non rispettano.

In conclusione.

Spero che questi 5 libri da leggere di grafica e design siano d’aiuto per la vostra forma mentis, e se non vi sono piaciuti fatemelo sapere, cosi litighiamo un po come si faceva nei caffè letterari. E se avete qualche altro libro da consigliarci fate pure, devo riempire la libreria nuova! NeL caso in cui ti fossero piaciuti i libri li potrai trovare disponibili su Amazon

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